Autore Topic: Un ponte rosso da 32 anni.  (Letto 488 volte)

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Offline M.Rosa&Renny

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Un ponte rosso da 32 anni.
« il: 21 Marzo 2024, 16:26:44 »
Stamattina mi sono svegliato al solito, verso le 04.10, come da prassi quando Mary fa' il primo turno ed io , a turno , porto fuori io le tate. Quando mi tocca , ed in special modo in inverno, mi pesa parecchio. E ci metto 10 minuti ad essere operativo al 100%, mentre normalmente mi sveglio "pronto". Ma stamani era diverso, avevo un malessere.Ero particolarmemte inquieto. Inizialmente non ci ho fatto caso, nel senso che ormai con KK messa cosi' male ogni gg combatto con rabbia e frustrazioni. NOn sono piu' sereno da anni, almeno da due. E lo sapete. Ma mi sentivo diverso. Cosi' e' trascorsa la giornata, che oltretutto pure qua in ufficio da meta' anno scorso e' particolarmente probante. Casini...corse...fretta...pressioni assurde 6gg su 7; un po' come x tutti quelli che si trovano a lavorare in aziende tritacarne.E sempre questa strana sensazione. Poi un'ora fa ho avuto 10 minuti per riflettere, chiuso in sala pausa da solo dinanzi ad un caffe'.Perche' questa strana sensazione mi era familiare.  Ed ho avuto un vero e proprio flash..improvviso. Esattamente 32 anni fa' oggi mi moriva per la prima volta una persona tra le braccia. Ero a Mostar, come guardia armata degli osservatori UN. Casco blu. La citta' era sotto attacco serbo, croati e musulmani insieme resistevano alle truppe di Belgrado ( un anno dopo, nel 93, ci fu a parti invertite un altro assedio..). Era una situazione caotica, pericolosa. E come per tutta la durata della guerra nei Balcani, in tutti i suoi vari teatri e scenari, erano i cecchini la parte piu' insidiosa. Erano loro che seminavano il terrore latente, piu' che le truppe piu' o meno regolari dei vari schieramenti. Piu' dei tank. Piu' dei bombardamenti. Quel 21 marzo eran le 11.00 del mattino e presso il ponte Stari Most c'erano persone stese a terra. Alcune in silenzio, morte. Altre si lamentavano. E come da tecniche di guerra assodate, appena una persona correva per cercare di trarre in salvo un ferito...veniva a sua volta presa come bersaglio dai cecchini. Noi si avevano del Blindati bianchi, li usammo come scudo mobile e ...al loro riparo...cercammo di raggiungere e trarre in salvo i feriti. Ricordo che noi non avevamo regole di ingaggio. Eravamo fantasmi. Le NU sarebbero intervenute ufficialmente oltre un anno dopo. Il pericolo era elevato, davvero. Raggiungemmo un uomo, gia morto. Poi due ragazzini sui 15 anni feriti. E li caricammo sul blindato. Poi a distanza di tre metri c'era una giovane donna. Non ci arrivavamo col blindato ed allora l'autista lo mise di traverso ed io corsi dalla donna, tirandola per un braccio sino a dietro una delle colonne del ponte. Eravamo al riparo, il mezzo avrebbe potuto far manovra e raggiungerci in retro. Con calma. Ero fuoti tiro e dal mirino del mio M9 , attraverso uno spiraglio nei mattoni, vedevo che sul tetto del palazzo di fronte i due ( o 3...4 ...boh) cecchini avevano perso il campo visivo. Mi concentrai allora sulla donna. Io avevo 21 anni, lei forse ...ma forse 35. Mi concentrai. E osservai. Era stata presa al fegato, quindi da un cecchino particolarmente bravo. Bravo perche' son ferite che fanno urlare, sono mortali ma ci metti...ci  metti a morire. Le usciva sangue color bruno, a fiotte. Lei si premeva il fianco, ansimava veloce. Velocissima. Ricordo che ora, come allora, ero particolarmente calmo dinanzi alla morte. E sapevo, perche' lo sapevo, che non sarebbe sopravvissuta nemmeno fossimo arrivati in un H da campo col teletrasporto. Feci cio' che imparai, studiandolo, a fare in quei casi. Le strinsi forte la mano, premetti il mio ginocchio sul suo fianco e....le sorrisi. Le spostai i capelli bagnati di sudore dal viso. Cosa doveva esser stata bella, nei suoi capelli color fieno e con quegli  occhi azzurri..la pelle algida... . Come era bella anche solo 15 minuti prima, pensai. Le bellezze istriane, balcaniche. Figlie di etnie diverse. MI pianto' gli occhi nei miei, e le sorridevo. Le scoppiava il cuore, non disse una parola...stava diventando bianca come neve.Le carezzai la nuca, le pulii uno zigomo. Le baciai il capo e mi ritrassi, dicendo in inglese : " It's ok, dont' worry. It is simply ok". Abbozzò cio' che amo pensare fosse una specie di sorriso e disse qualcosa di incomprensibile..poi in 10 secondi sobbalzò tre volte ( gli ultimi spasmi, io levai il ginocchio dalla ferita). Mi serro' fortissimo la mano. E vidi le iridi diventare immense , poi scomparire il blu. E per me quel ponte ancora oggi e' rosso bruno. Ecco cosa stavo per scordarmi stamani....non devo dimenticare . Mai. Perché poi ne ho così visti di morti e morenti. Anche da civile. Amici coi quali dieci minuti prima si stava piegando su un passo alpino e dieci minuti dopo eran stesi inermi. Le telefonate, le urla delle mogli. Ma quella donna fu la prima, e mi morì stringendomi la mano. Ogni anno il mio orologio biologico me lo rammenta e la mente si collega. Stavolta rischiavo di non rendere omaggio a quel viso.
« Ultima modifica: 21 Marzo 2024, 18:30:39 da M.Rosa&Renny »
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Offline Brina

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Re:Un ponte rosso da 32 anni.
« Risposta #1 il: 21 Marzo 2024, 19:43:27 »
Vivere a 21 un' esperienza simile, non riesco nemmeno a immaginare, te la porti dentro per sempre.
Che tragedia le guerre 😢

Offline MARCANTONIO

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Re:Un ponte rosso da 32 anni.
« Risposta #2 il: 21 Marzo 2024, 21:31:35 »
certamente sono cose che lasciano il segno ti capisco amico mio.
Non capisco da ex tiratore scelto(il  termine cecchino non mi piace) il colpo al fegato, e' vero che muori lo stesso ma il ferito ha il tempo di spararti se e' bravo, a noi ci dicevano sempre di mirare alla testa
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Offline orsidanna

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Re:Un ponte rosso da 32 anni.
« Risposta #3 il: 22 Marzo 2024, 09:18:45 »
Difficile immaginare barbarie maggiore delle guerre, soprattutto quelle non combattute fra truppe nemiche.
Come quella che hai appena raccontato.
Più inutile della già inutile guerra.
Ma gli "esseri umani" non capiscono e continuano a spargere dolore e, come dici tu, colore rosso bruno che accompagna alla fine dei respiri e allo spegnimento degli occhi.
Ti abbraccio e mentalmente abbraccio lei, senza più azzurro nello sguardo.

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Offline Annalisa V.

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Re:Un ponte rosso da 32 anni.
« Risposta #4 il: 22 Marzo 2024, 11:08:44 »
Che tragedia le guerre, un’inutile tragedia. Penso a te a 21 anni vivere una simile esperienza, penso alle vite perse per cosa, in nome di che cosa? Poi penso ai miei figli, che per fortuna non hanno dovuto vivere questo e che spero non debbano mai viverlo. Ti abbraccio forte e un pensiero a lei che rappresenta anche tutte le altre vite perdute

Offline M.Rosa&Renny

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Re:Un ponte rosso da 32 anni.
« Risposta #5 il: 22 Marzo 2024, 14:56:57 »
Grazie per la vicinanza. Quando passai la selezione x entrare  Lagunari, ( che vi garantisco fu parecchio  dura...) ottenni l'idoneita' fisica e psichica. E  nella relazione finale tra le varie cose mi si descriveva in sintesi come " soggetto adatto ad operare in condizioni di elevato stress. Estremamente lucido , dotato di grande motivazione ed emotivamente solido". Bah...invece a livello di prove fisiche navigavo nella media, eccellendo in operativita' acquatica  ma onestamente cavandomela al pelo in altri contesti. Ma a detta loro , e sottolineo a detta loro, fu il fatto che ero poco impressionabile la caratteristica per la quale fui accettato come volonatrio in scenari di guerra. Il mio capitano, professionista che visse diversi contesti di guerra ( da Mogadiscio a Libano ecc) mi diceva che ero una strana creatura. Che ero freddo ed alieno dinanzi  a certe situazioni ma al contempo empatico ed estremamente ....buono. Scherzandoci su diceva di me all'altro sergente, mio pari grado : " Guarda  Renato, lui sarebbe capace di cullare un neonato stando comodamente seduto sul corpo di uno che ha appena steso". Erano guasconate da giovani militari. Ma c'e' un fondo di verita': io non riesco a non commuovermi dinanzi ad un animale che soffre cosi' come osservando una azione misericordiosa e caritatevole. Ma ho un rapporto strano con la morte. La rifuggo, non ci penso e se lo faccio ne soffro se la contestualizzo per i miei cani. La morte degli uomini , invece, ha per me un significato differente.
Un uomo muore per anzianita', malattia, sopruso, violenza o anche solo per fato. Muore una creatura che e' senziente, che ha fatto scelte o che  le ha subite. Che ha amato, odiato, fatto del bene  del male. Che ha creduto in un Dio, in molti dei o solo in se stesso. Che ha avuto o meno figli. Quando l'uomo muore , muore nel corpo. Ma resta vivido nel cuore di chi lo ha amato. Restano le opere pie che ha compiuto.
Restano le cose materiali che ha creato. Resta, molto spesso,  la progenie. Oppure di egli resta solo un ricordo rancoroso,se non intriso di odio. Si divelgono le cose che ha creato.Si cancella il suo nome.  Sei uomo muore per patimento di scelte altrui, io provo compassione. Mi rattristo. Se per fato similmente provo dolore. Se muore chi ha seminato odio, fatto abomini....resto completamente indifferente. Ma in qualsiasi caso un uomo , chi piu' e chi meno, vive di scelte. Non di istinti. E come tale ogni uomo, chi piu' o chi meno, e' afflitto dai vizi. In taluni le virtu' sono tali che i vizi appaioni come nei. Per talaltri il vizio e' ragione stessa di vita.
Un anImale che accudisci e' scevro da tutte queste cose. Ello vive di istinti e di amore, cresce nel tuo accudimento. Vede in te il Dio che tu onori a messa. OPPURE  nel quale non credi.  La responsabilita' verso un animale e' immensa perche' SIMILMENTE A NOI sono creature che muoiono per anzianita', malattia, sopruso, violenza o anche solo per fato. Ma diversamente da noi le scelte le subiscono e basta. Non odiano, amano e basta.
Quando la donna croata mi mori' tra le braccia, io cercai solo di trasmetterle un ultimo  messaggio di amore. Perche' nel mio mondo intimo e personale lei moriva per sopruso e per scelte altrui. Quindi le ultime parole che doveva sentire, dovevan essere di amore. E l'ultima espressione un sorriso. E l'ultimo tocco, un bacio ed una carezza.
Quei mesi ho camminato indifferente tra mercenari di Belgrado feriti a morte, macchiati da onte barbare e atti violentissimi. Senza provare compassione alcuna. Mi sono  accovacciato sulle ginocchia a fissare negli occhi un miliziano che stava morendo, lapidato dai civili . Aveva commesso con la su abanda stupri, omicidi, sevizie e una infinita' di cose bestiali. Orrbili. Mutilazioni in piazza per atterrire la gente, per dirne una. Bambini compresi. Quando lo prese la folla, e forti del loro numero riuscirono a soverchiare lui ed i suoi banditi...la furia del popolo offeso fu una cosa impressionante. Disperdemmo la calca che ormai eran stati fatti quasi a pezzi, e questo loro capo...in fin di vita e massacrato....era poggiato con la schiena sulla ruota di un camion UAZ. Era una maschera che non sto a dirvi. Io mi accovacciai, appunto, e lo fissai negli occhi. Quello sguardo che, mi raccontavano, tutti temevano. Lo sguardo della berlva assassina. Ecco, io non lo vidi. Vidi gli occhi di un moroibondo , atterriti...increduli. Si orionava addosso. E lo fissai impassibile, sino a che trapasso'. Quel suo sguardo , era come letame.Ci sono uomini, belve, che hanno affrontato la morte con la stessa furia con la quale sono vissuti. Con sprezzo. Ma credetemi, sono pochissimi. Per la maggiore se ne vanno pieni di paura, tremando, increduli...piangendo come bimbi. Molti e molti di piu' ,invece , sono i buoni di spirito che muiono da Eroi. Che si emulano.  Che mostrano si sprezzo ma verso chi pone sul loro capo il sopruso, chi li condanna, chi li uccide. Quelli sono gli sguardi fieri dell'uomo che muore nel nome di Dio o del suo ideale. E quegli sguardi invece sono gemme preziose. Rubini.
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Offline MARCANTONIO

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Re:Un ponte rosso da 32 anni.
« Risposta #6 il: 22 Marzo 2024, 16:13:59 »
il tuo e' un vissuto che non tutti avrebbero sopportato e ne sei uscito alla grande complimenti amico mioIl mio vissuto e' diverso a noi ci mandavano a stanare i banditi sardi, ricordo i vari appostamenti, quante salite sugli alberi o immobile tra rocce coperto di frasche, occhi fissi sul cannocchiale a infrarossi, dito sul grilletto del garand da tiratori, fortunatamente quel grilletto non l'ho mai dovuto schiacciare contro un uomo, non so come avrei reagito visto che sicuramente l'avrei preso
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Teo Artu' e Rocky

 


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