Autore Topic: Riflessioni sulla displasia  (Letto 13735 volte)

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Offline Gin

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Riflessioni sulla displasia
« il: 06 Aprile 2011, 12:34:44 »
L'argomento "displasia" in questi giorni è molto caldo, così ho pensato di farvi leggere un'email che mi ha mandato un'amica appassionata nonché proprietaria di retrievers. Si tratta del pensiero di un'allevatrice francese Martine Nathhorst di Valhalla - che forse Tiziana già conosce - molto controcorrente. Mi sembra interessante per approfondire i punti di vista e continuare a parlare di un argomento così importante per i nostri "pupi".
Essendo il testo originale in francese qui potete leggere una traduzione, ma se conoscete la lingua vi posto anche il link dal quale è tratta. Buona lettura.  ;)

http://www.labradors.org/index2.htm

La displasia dell’anca, o displasia coxo-femorale, è una malformazione dell’articolazione dell’anca che può essere individuata nel corso della crescita del cucciolo, non importa che sia cane o gatto, e che l’incidenza è maggiore nelle razze grosse e pesanti e con la crescita veloce. Questa malattia non è congenita, cioè presente alla nascita, come è stato precedentemente avanzato in partenza, ma si caratterizza da un certo numero di fattori. Dire che un cane è displasico non ha il minimo significato. La displasia si misura seguendo un protocollo molto rigido, e l’aiuto di materiale sofisticato che può essere usato da esperti abilitati. Questo protocollo è spiegato molto bene sul sito di allevamento Show me the Way. Da questo protocollo si deduce che una quotazione di displasia deve tenere conto di una moltitudine di parametri, dove il più importante ( in caso di radiografie accettabili) ed anche il più delicato da interpretare, è la misura dell’angolo di Norberg.

Angolo di Norberg > di 105° =A= assenza di displasia
Da 100 a 105 =B= assenza di displasia ma conformazione ossea non perfetta
Da 90 a 100° =C= displasia discreta ( la media nei Labrador è 15, fonte BVA)
Inferiore a 90°=D ed E ( in questi casi le anomalie ossee sono nettamente visibili sulle radiografie)

Tabella comparativa inglese e francese

                    Gran Bretagna - BVA                                   Francia
                                         Di 0 a 4                                        A
                                         Di 5 a 8                                        B
                                        Di 9 a 106                                  C   D   E

L’angolo varia a seconda dell’età del cane, per definizione, la iper lassità dei legamenti è normale tra i cani in crescita, ecco perché l’OFA Orthopedic Foundation For Animals, una delle prime commissioni di lettura creata nel 1966 negli stati uniti, che interpreta tutte le radiografie dei cani americani, non accetta di leggere lastre prima dei due anni dello sviluppo di qualsiasi cane. In Francia la lettura ufficiale non accetta di leggere radiografie di cani che abbiano meno di un anno. L’angolo varia ugualmente anche a seconda della bravura del veterinario che esegue la lastra, e a seconda che il cane sia stato o non sia stato anestetizzato per fare questo esame. Infine, la misurazione dell’angolo di Norberg può essere seriamente falsata dalla scarsa competenza di chi legge e dalla qualità del materiale che viene utilizzato. La testa del femore non è perfettamente rotonda, quindi non è per niente facile trovare il centro esatto. Un errore anche banale di UN SOLO MILLIMETRO, fa variare la lettura anche da 102 a 108 !!Con un errore di 3 millimetri, l’angolo di Norberg varia da 96 a 114!! (fonte: La Dysplasie de la Hanche chez le Chien, 1985 (Pr. Quéinnec, Dr. Iehl, Dr. Millemann).E’ per questo motivo che l’ OFA legge e interpreta le lastre dei cani solo dopo un consulto di almeno 3 esperti abilitati, che segnalano che la maggior parte dei certificati esibiti dai veterinari non sono affidabili. Ecco come si spiega che in casi di sospetta displasia su un cane che ha venduto, ciascun allevatore con esperienza non si fiderà del certificato di un veterinario non abilitato, ma chiederà assolutamente di ripetere le radiografie al cane.

E’ anche per questo la ragione per cui ogni paese ha la sua ( o le sue ) commissione di lettura, l’eccezione francese vuole che sia ogni club di razza a decidere il suo “lettore ufficiale” e a pagarlo per le prestazioni , a sostituirlo a seconda delle decisioni del comitato di razza che si distingue per la sua estrema versatilità come richiede la moda della razza, che mette in gioco un alto numero di profitti, versatilità che si nota anche per la lettura di lastre sempre più opache, in particolare per quello che riguarda l’angolo di Norberg.Effettivamente se l’angolo è inferiore a 100°, più della precisione, nella distinzione tra C ( displasia discreta) ed E ( displasia grave)….secondo che criterio dell’angolo di Norberg si separa la C dalla D, mistero….si potrebbe dire che potrebbe essere a seconda della “testa del cliente”?? e perché nel caso contrario non fornire le spiegazioni che ognuno ha diritto di pretendere ?Quando si sa che la commissione di displasia britannica ( BVA) assegna valori ben precisi, ogni anca da 0 a 53 punti. Tutte le razze di cani sono più o meno seriamente ( alcuni totalmente) affetti dalla displasia coxo femorale, con l’esclusione delle razze longilinee tipo levrieri. Le statistiche OFA indicano che la situazione per il levriero afgano si sta deteriorando da dopo il 1990. Trovare la displasia nei gatti come nelle razze che qui sono state considerate come indenni totalmente, è quantomeno bizzarro per una malattia pretesa come ereditaria! Il Labrador, razza di media grandezza, non è la razza più colpita. Questa popolarità nel nostro paese vale 10000 nuove nascite all’anno di nuovi iscritti al LOF che conduce ad associare la displasia a qualcosa di ragionevolmente controllabile da un allevatore con esperienza.I soli paesi capaci di fornire statistiche plausibili su alcune o tutte le radiografie, sono quelli che fanno riferimento a un unico istituto anonimo, e non è il caso della Francia. E’ il caso degli stati uniti da dopo il 1966, con un quarto di secolo di vantaggio sulla Francia. Visto il grande numero di cani presi in considerazione, e tenuto conto dei mangimi dei cani che ci arrivano principalmente dagli stati uniti,la situazione è comparabile al mondo intero dove la displasia emerge nello stesso momento, queste statistiche irrefutabili dimostrano che i risultati persistono anche dopo che il programma di eradicazione della patologia è stato messo in atto da 50 anni, come ad esempio negli stati uniti. Le statistiche dell’ OFA fatte da gennaio 1974 a dicembre 2005, pongono il Labrador ( con 176.644 lastre esaminate) alla 74esima posizione tra le razze più colpite, su 142 razze esaminate, con, per cani nati tra il 1998 e il 2000, il 20,6 % di anche perfette, e il 10,6% di displasia grave, e per i risultati pubblicati al 2005, il 16,8% di anche eccellenti contro il 12,3% di displasie gravi. E’ interessante notare che i Golden Retriever sono alla 32esima posizione, con il 3,5% di anche eccellenti e un 20,2% di displasie gravi su un totale di 109.798 lastre esaminate, quando il Pastore Tedesco occupa la 39esima posizione col 3,4% di anche eccellenti contro il 19% di displasia grave su 89.907 lastre esaminate. Questo spiega che la conformazione dei cani stessi, li porta ad essere molto più sensibili del Labrador a sviluppare una displasia. Come aggiunta, diciamo che per confermare questa teoria, che nelle razze da sempre immuni o molto poco soggette a questa patologia, o che la displasia ha appena iniziato a manifestarsi, hanno mantenuto classifiche immutate. Si nota che dopo il 2002, non abbiamo risultati precisi sul periodo 2002-2005, se studiamo i nomi dei cani controllati, se la situazione sembrava all’inizio migliorare, tuttavia resta un 10% per cui non ci sono informazioni precise, senza poter peraltro constatare un ristagno o una regressione dei buoni risultati quando il programma di eradicazione delle displasie ha fatto furori per decine di anni. Quello che mi conforta in una esperienza acquisita sul terreno, su più di trenta anni di osservazione di linee di sangue, quando le ricerche effettuate sono sempre portate su esempi singoli e non sulle linee di sangue complete .La displasia coxo femorale non è ereditaria, ed è questo che si evince dai risultati delle statistiche di 50 anni in un programma di eradicazione inoperoso, a meno di non accontentarsi del 16,8% di anche eccellenti tra i Labrador contro il 10,8% dopo 25 anni di controlli, o di un 12,3% di displasia grave contro il 14,2% dopo 25 anni di controlli. Oltretutto il fattore genetico della displasia non è mai stato determinato e quindi verificato.

SOLO L’ESPERIENZA CONVALIDA LA TEORIA
Molto ingannevoli, questi risultati che si producono solo raramente possono trovare una spiegazione in due fattori: gli allevatori hanno imparato a far ufficializzare solo le radiografie buone, e migliorare quello che riguarda la nutrizione e l’accrescimento, che si rivelano le sole misure realmente efficaci per la prevenzione di una patologia legata solamente a una conformazione della razza, studiata come dimostra la costanza di divisione per razze. Contrariamente a una teoria avanzata precedentemente, si è avuto modo di constatare che non è una affezione congenita, cioè presente alla nascita, come supponeva una scellerata maniera di vedere le cose, e che per conseguenza, a dispetto di accuse, se esiste una sola cosa certa è questa : non può esistere nessun cucciolo displasico. In più….l’ultima moda incoraggia caldamente a fare le lastre preventive alle anche per un cucciolo di due mesi !!A due mesi un cucciolo è come se fosse fatto di gomma, quindi cari signori esperti, l’iperlassità è NORMALE……….le radiografie che voi fate e consigliate di fare, non offrono assolutamente nessuna garanzia per il futuro del cucciolo. Quanto ai cuccioli che voi fate sopprimere perché giudicati gravemente displasici, una parola sola : vergognatevi. Di fatto, la displasia non si vede che nel corso della crescita, può essere aggravata, provocata addirittura da certe manipolazioni, come per esempio il protocollo di presa per le radiografie ufficiali, può presentare gradi diversi, può passare totalmente inosservata, come provocare dei problemi più o meno seri durante la crescita del cucciolo, senza che sia necessario precipitarsi al minimo piccolo zoppicamento, sempre che il cane sia stato nutrito adeguatamente, l’ortopedico potrà agire efficacemente sul traumatismo , prima che la lesione degeneri in displasia. E gli zoppicamenti a causa della crescita esistono per i cuccioli come per i bambini.
E bisogna saper reagire correttamente. Non c’è alcuna relazione tra il grado di zoppicamento e il grado di displasia : professor Queinnec. La displasia grave, una volta accertata, si manifesta all’occhio umano come una anomalia dello sviluppo
Il cane che soffre male alle anche, si allevia sollecitando le sue spalle, cosa che gli dà un sollievo immediato, poiché solo i muscoli che lavorano si sviluppano. Gli equilibri sono sbagliati, in statica, le gambe posteriori riportate sotto il corpo. Il movimento non ha un'ampiezza, il cane "va sulle spalle" anziché impegnare i suoi posteriori, anche senza che il cane zoppichi. L’andatura barcollante in un cucciolo, è d’altro canto normalissima
Questi sono i casi di displasia grave vera, invalidante, casi che hanno preoccupato i ricercatori da dopo gli anni 60, e che hanno fornito un pretesto per iniziare la fobia della displasia dell’anca. Il Labrador non è un cane infermo per destino. E’ un cane senza problemi, che dovrebbe incontrare il veterinario solo per le vaccinazioni………..Con la displasia e la battaglia che la accompagna, un Labrador, cane alla moda, è diventato il pelo nell’uovo di centinaia di veterinari che hanno trovato un modo molto efficace per rinnovare i loro apparecchi radiologici e modernizzare le loro sale operatorie. Non dimentichiamo che il veterinario non ha obbligo di avere dei risultati, non è tenuto alla cura in funzione di una diagnosi personale. Ed è questa la ragione per cui certi veterinari continuano a rimpinzare i cuccioli di un sacco di schifezze tipo Petphos durante la crescita, ben sapendo che un eccessivo carico di calcio durante lo sviluppo potrebbe addirittura causarla, la displasia !Una volta accertata, la displasia non si cura, nonostante alcuni veterinari furbi propongano trattamenti diversi ai proprietari increduli e disarmati. Il cane imparerà da solo a convivere con il suo problema, compensando come la natura vuole che sia, vivendo una vita normale, certi potranno addirittura fare attività sportiva, alcuni campioni inglesi di lavoro hanno un elevato grado di displasia. Pretendere che un intervento chirurgico impedirà l’inizio dell’artrosi, e che possa ridurre lo zoppicamento di un cane durante la vecchiaia, significa scegliere deliberatamente di ignorare le conseguenze di una operazione così grossa, dove bisogna tenere conto del lato traumatizzante in un cane giovane che non ha ancora finito di crescere, dove il risultato non è assolutamente garantito, e che presenta i rischi inerenti a tutte le anestesie totali e le conseguenze post operatorie che sappiamo. Il NON intervento deve diventare la regola : se non ci sono segni evidenti e forti di dolore fisico del cane, e se questo dolore può essere ridotto con trattamenti medici, la chirurgia deve essere ( ripeto DEVE essere) l’ultima spiaggia : e poi la protesi all’anca in ogni caso non ha senso e non risolve nulla dopo i due anni…..( professor Michel Frank)Ma come è facile giocare sul disorientamento di un padrone che prima si preoccupa al minimo zoppicamento per poi convincerlo a fare operare il cane d’urgenza, guardandosi bene dal dire che se si lasciasse fare alla natura, essa stessa provvederebbe nella maggior parte dei casi, a far vivere il cane in modo normale, con il solo aiuto di qualche antidolorifico. In quanto all’artrosi della vecchiaia, non dipende necessariamente dalla displasia. E’ anche facile proporre lastre preventive a sei mesi, anche se il cane non zoppica affatto. Rari sono i veterinari che si rifiutano di fare radiografie prima dell’anno di età. Eppure tutti sanno che le radiografie sono pericolose per le loro radiazioni. Senza contare che manipolare le anche senza criterio, può essere solo pericoloso e non ha senso. Salvo casi eccezionali, radiografare le anche di un cane che non ha ancora compiuto un anno di età, non è altro , ai miei occhi, che un grave segno di incompetenza del veterinario, oltre che voglia di far tanti soldi facili. Certamente, radiografare un cane di meno di un anno, è anche il miglior mezzo per proporre un intervento chirurgico, che a quanto io ho visto, è un intervento estremamente doloroso per il cane, e non è garantito che sia risolutivo, senza contare che sarebbe un intervento NON motivato da una displasia grave. In quaranta anni di vita insieme ai Labrador, se ho avuto a che fare con la displasia, non mi sono mai sognata di fare operare neanche un solo cane, e me ne rallegro .Come non essere atterriti nel vedere certe frenesie di radiografare giovani cani, a incoraggiare i loro interventi……….certi veterinari prescrivono la radiografia di controllo a sei mesi, così come prescrivono i vaccini a tre mesi………..di prassi !E’ verissimo che l’industria di chirurgia ha solo una ventina di anni : prima se ne fregavano oppure il cane veniva eliminato, o semplicemente il cane si teneva la sua displasia, per scoprire a volte durante l’autopsia che non era neanche un cane displasico, ma presentava semplicemente una lassità assolutamente normale per l’età che aveva. Erano vent’anni che facevo la radiografia preventiva ai futuri genitori, fino a quando la scuola veterinaria di Berna ( che interpreta ed effettua le lastre), si è resa conto che bisogna smettere di lastrare cani giovani, anche se l’allevatore o il proprietario sono ansiosi di sapere. Ho imparato a mie spese che c’è urgenza di limitare tutto questo grande businnes : non si fanno lastre senza una ragione imperativa.
Ho imparato anche che un cane può essere perfetto a sei mesi in funzione delle condizioni nelle quali è avvenuta la sua crescita, che è il periodo più sensibile perché il cane è pesante ma con le articolazioni fragili, e poi ritrovarsi gravemente displasico a un anno.(5)
Siamo tutti d’accordo che bisogna evitare tutti i traumi a un Labrador finché la sua crescita è completa : proibite le scale, i pavimenti scivolosi, gli esercizi sotto sforzo, i salti e i giochi brutali. Ma sicuramente non andremo neanche a cercare volontariamente il traumatismo che tentiamo di evitare : la displasia.

IL PROTOCOLLO DI PRESA PER LE RADIOGRAFIE ( foto di come deve essere posizionato un cane per le lastre della displasia)



Per conformità al protocollo, i femori dovranno essere assolutamente paralleli, le rotule tenute allo zenith, che non è possibile in altro modo se non tirando il cane, come mostra l’illustrazione, ognuno tira con forza dalla propria parte effettuando un movimento di rotazione sui femori, in modo che le rotule siano allo zenith.Per poter ottenere questa posizione così poco naturale per un quadrupede, la maggior parte dei veterinari trova molto più comodo fare l’anestesia al cane ( che non solo comporta dei rischi come per tutte le anestesie, ma modifica in modo evidentissimo il tono muscolare, che aggiunto alla lassità dei legamenti presente nei cani giovani, può, nel caso che non ci siano delle lesioni, essere una radiografia che non ha il minimo significato, la misura dell’angolo di Norberg non ha alcun valore in un cane che non ha finito la crescita e lo sviluppo fisico. Come se non bastasse, tutte queste manipolazioni delle anche in un cane in piena crescita, possono provocare una lussazione artificiale all’anca ( o tutte e due)Mi sono resa conto che per quanto riguarda i maschi, dando per ovvio che termina completamente solo a tre anni, la radiografia è migliore a due anni che a uno, semplicemente la radiografia è più sicura a quel età. Ma allora perché, perché un casino tale, perché far correre tutti questi rischi ai nostri amorevoli cani ?Semplicemente perché I VETERINARI NON SANNO. Perché nel 1989, è stata approvata una legge che denomina la displasia coxo femorale come un VIZIO REDIBITORIO, conosciuta tra gli allevatori come “ legge Nallet”.
La displasia coxo femorale, le cui numerose fasi sono state spesso occultate, è andata ad ampliare la casistica dei vizi redibitori, che raggiungono il livello di entropia testicolare nel cane, e che curiosamente a torto o a ragione è repertorio del codice rurale a tutti gli effetti, e poiché all’epoca veniva ritenuta come congenita, dunque ereditaria, anche questo argomento si pensava che dipendesse dal codice rurale per il commercio sugli animali domestici
Da una delibera del Codice Agrario, si può intentare una causa per il vizio redibitorio entro 30gg dall’acquisto del cane. L’obiettivo non è determinare le cause reali di questa malattia, e nemmeno è un modo per cercare di rimediare, di fatto la legge si è vista accerchiare di allevatori che si appellano al “ vizio redibitorio” ( difetto nascosto), che sulla base di un codice civile DECLASSA IL CANE A UN PURO OGGETTO COMMERCIALE. I vecchi allevatori si ricorderanno sicuramente di quelle allevatrici di pastori tedeschi, che una decina di anni fa sono state condannate a 100 mila franchi di multa per aver scrupolosamente seguito i consigli del suo stesso club di razza per ricercare la displasia.
Queste allevatrici professioniste, si sono viste condannare per avere venduto 4000 franchi l’una, due femmine destinate all'allevamento (al nero) ad uno stesso acquirente, cuoco del suo stato, (???) che si sono rivelate entrambe seriamente displasiche
Se due femmine allevate nelle medesime condizioni siano state le sole displasiche di tutta la cucciolata, sembra che non abbia interessato nessuno, ma sta di fatto che questa condanna ha come effetto di intasare i tribunali di cause per l’assegnazione del “ vizio nascosto” che in realtà sono tutti pretesti, perché sono tutte ( o quasi) cause relative ad animali da compagnia.
Ebbene, è finita! Dal 2001 la giurisprudenza in corte di cassazione ha deliberato che, salvo convenzioni particolari ed esplicite contrarie, solo il codice rurale si applica in materia di transizioni commerciali che riguardino animali da compagnia, cani compresi.
La cosa più importante è la fiducia e la confidenza tra allevatore ed acquirente.
Quest’ultimo non dovrà più temere di essere trascinato nel fango come spesso è successo anche sotto istigazione del veterinario, per la ottima ragione che lui non è responsabile per niente di una patologia per la quale l’allevatore stesso ha messo in guardia l’acquirente e lo ha sommerso di consigli adeguati, che non sono stati ovviamente seguiti, in caso di displasia invalidante.
Si può d’altro canto interrogarsi sulla responsabilità di un allevatore che garantisce l’assenza di rischio in base all’assenza di displasia dei genitori del cucciolo.

Come indicato più in alto, la displasia misura con mezzi più o meno sofisticati, gli angoli contano ad ogni anca da 0 a 53, gli europei contano in blocco le due anche da A ad E, quando si possono avere serie differenze tra una anca e un’altra. La media delle statistiche dei Labrador è C, dopo un programma di eradicazione partito più di mezzo secolo fa. Le direttive dei club messe a punto per i convinti della ereditarietà delle displasie, accettano di mettere in riproduzione i cani classificati A, B e C.. E’ allo stadio “E” che il cane potrebbe eventualmente essere in modo passeggero, leggermente handicappato. Ma un Labrador “C” e un Labrador “D” faranno una vita assolutamente lunga e normale !L’inserimento di protesi nelle displasie, allora è indispensabile ? Certamente No. Sono allora solamente “consigliate”? Tutto dipende da che lato della discussione ci si trova. Dal momento che l’allevatore è ritenuto responsabile di una affezione che non hanno neanche definito con precisione, quelli che non impegnano la propria responsabilità avrebbero torto a suggerire a un padrone sfortunato di iniziare un procedimento legale contro l’allevatore, al fine di coprire degli onorari di interventi spesso esorbitanti, dimenticando senza dubbio che il vizio redibitorio annulla puramente e semplicemente la vendita, e che di conseguenza l’allevatore non è tenuto al rimborso di spese veterinarie fatte a sua insaputa.

GLI UNICI A GUADAGNARE SONO I VETERINARI, I SOLI A PERDERCI SONO I CANI !!

Ma dopo tutti questi anni che si utilizzano degli stalloni e delle fattrici con delle anche buone/ottime….perchè qualche cane gravemente displasico è ancora figlio di queste linee di sangue ritenute INDENNI ?? Per conservare in una razza tutte le sue caratteristiche, la selezione, l’allevamento, tiene conto di una moltitudine di parametri, davanti alle quali la scienza è ermetica. A ciascuno il suo, che ognuno si occupi di quello che sa fare, e le oche saranno ben custodite ( modo di dire francese…….) .Si può selezionare solo sulla base di una esperienza personale di allevamento, e l’allevatore è legalmente ed affettivamente responsabile dei cuccioli che alleva. Nessun allevatore onesto può pretendere di garantire l’assenza di displasia futura nei suoi cuccioli, solo basandosi sulla assenza di displasia dei parenti lontani o dei genitori. In effetti le anche eccellente si trasmettono a volte in modo assai casuale, così come le anche meno buone, che però possono a loro volta riprodurre anche perfette !E’ intervenendo sull’allevamento del cucciolo, e sulla gravidanza della madre, che si può arrivare a dei risultati interessanti. Davanti a un cane con le anche perfette, ma con un patrimonio genetico dubbioso, costruito come un cavallo di legno, con un carattere problematico e con un buon pelo……………..e un altro cane con le anche meno buone, ma che presenta punti ottimi di aderenza allo standard e con un pedigree interessante, io non esito neanche un secondo a eliminare il primo e a usare il secondo !!QUESTI SONO I LABRADOR DA SELEZIONARE, NON SI SELEZIONANO LE RADIOGRAFIE !!!Io allevo Labrador da più di 30 anni, e se sono state osservate le caratteristiche della razza, e sono sempre meno interessati dalla displasia, è perché ho imparato a fidarmi delle mie fumose teorie, perché mi sono sempre tenuta informata, e perché ho sempre fatto funzionare il MIO cervello e la mia esperienza !Lascio agli allevatori in erba le teorie seducenti, e a quelli che non saranno mai altro che “ allevanti”. “allevanti” è un termine che mi è venuto in mente durante una trasmissione letteraria, lo scrivano opposto al concetto di “scrittore”……uno scrivano diventa raramente uno scrittore.

Qualche ipotesi che si potesse avanzare sulla displasia, è che salta agli occhi che è un fattore di arricchimento per alcuni, un momento di pressione per gli altri, e infine il certificato dei genitori costituisce l’unica referenza senza il minimo effetto di garanzia degli “ allevanti”, quelli che passano allegramente da una razza all’altra a seconda delle mode, ma questi mettono davanti le referenze dei genitori, che le lobby veterinarie offrono su un piatto d’argento. Decisamente, il futuro è nell’allevamento industriale. Come impedire al proprietario di uno stallone di vendere le monte ? Semplicissimo : classificandolo B quando invece il cane è A !In Francia ogni club di razza mette le zampe nei controlli e nelle letture delle radiografie: tutto è permesso, e se bisogna seguire gli inutili consigli degli esperti senza esperienza, solo i cani classificati “A” dovranno essere accoppiati con cani dalle anche messe meno bene di “A”. Questo modo di comportarsi mi ha portato a non vendere più monte dei miei maschi, e neanche vendo femmine quando mi dicono che sono per l’allevamento. Un cane del livello di Eckrockett non esiste al giorno d’oggi neanche nel paradiso del Valalla. Come scriveva Mary Rosslin Williams : il bravo allevatore è quello che ha sempre in testa il suo Labrador ideale, ed è una rarità, è colui che è giunto a fissare il suo tipo di allevamento.
Se tuttavia ho fatto controllare le anche di Lombard, e neanche quelle di Sacha, non è per abbagliare il cliente con un bel certificato, ma per confermare le mie teorie, è pur vero che allevare Labrador attinenti allo standard, senza tare ereditarie di displasia dell’anca, senza tare agli occhi, non mettendo i piedi in esposizione e le cui monte mi sono esclusivamente riservate, è un passo d'allevatore opposto a quelle che dipendono più dal commercio
I Labrador sono entrati nella mia vita nel 1965, e ho cominciato ad allevare in modo amatoriale nel 1975, ed è dal 1986 che sono passata all’allevamento professionale specializzato in Labrador , un mestiere in via di estinzione. Preservare e migliorare la razza che si predilige, è un lavoro appassionante, e allevare è il solo modo per poter vivere con i propri cani e seguire la loro evoluzione, produrre (cani) sempre migliori e soprattutto omogenei. Oggi, dopo più di 40 anni di depistaggi inefficaci, nulla prova che la displasia sia un criterio di selezione, e quando anche sarà il caso, sarà per me un criterio di selezione come altri. Se quando ho iniziato avessi messo in risalto i difetti dei progenitori come mi hanno insegnato, l’esperienza mi ha portato ad ammettere l’incoerenza dei risultati ottenuti. Ora, quello che conta per me è il risultato,e devo dire che fino a quando posso constatare di non avere un solo Labrador “Valalla” classficato come “E” sulla lista francese, e tutti i retriever lastrati dopo l’inizio del depistaggio e fino al 96, senza gridare alla vittoria, che sarebbe sconsiderato, mi ha animato solo l’esperienza, la riflessione e la reazione, che non sono stati inutili nell’allevare.
Ora questi presidenti ( di club) destinati ai Labrador, che decidono i regolamenti, che si nominano giudici tra di loro, che controllano le letture delle displasia e prendono una parte determinante nel commercio dei cuccioli e delle monte, sono amatori, a volte non hanno neanche mai allevato, la maggior parte delle volte allevatori che vendono monte “ particolari”, destinatari del commercio del cane, come lo sarebbero del resto i professionisti che cercano di rovesciare il sistema.
Ma è normale ??Sono veramente credibili ? Potranno essere interessanti tutti i loro certificati de selezione anche se sono solo una garanzia commerciale ?? Non faranno confusione tra miglioramento di una razza e la evidente attività commerciale legata a questa razza ?? Secondo……….***** ( gli amichevoli ???) ………la vocazione esclusiva è quella di vendere cuccioli ai loro iscritti, che fioriscono dopo il principio di libertà di associazione che è ammesso dalle alte istanze, si è in diritto di interrogarsi. Quanto all’obiettivo preteso di migliorare una razza e che raccoglie tutti i suffragi in quindici anni, per forza di cose bisogna constatare oggi una deteriorazione costante nella reputazione del carattere del Labrador, un carattere atipico, che evidenzia una volta di più la perversione e la pericolosità di questo sistema.

Nei nostri paesi il Labrador sta virando sempre di più verso il Golden Retriever, un cane totalmente diverso…….NO ! il golden non è il cugino del Labrador, in procinto di raggiungere lo stesso numero di iscrizioni all'LOF, quale constatazione luminosa di fallimento di istanze decisionali tanto incompetenti quanto irresponsabili. Il cocker è stato demolito in quaranta anni, perché era di moda ( razza alla moda = profitti in gioco), adesso è il turno del Labrador .Quanto al Golden, è perfetto perché presto sorpasserà presto il Labrador nella lista dei cani più mordaci. Che un Labrador, cane di carattere solido nella testa, possa essere aggressivo, è inimmaginabile. Sarà più facile che lo sia un Golden, essendo un cane ipersensibile. Gli “allevanti”, che non riescono più a vendere la loro produzione, e che, rinunciando a proseguire, hanno sensibilmente causato la caduta del numero di Labrador iscritti al LOF, lasceranno il posto agli "allevatori", è anche matematico : soltanto la displasia non è matematica. Si sarà capito che queste associazioni che fanno tutte gli stessi discorsi in un ottica puramente commerciale, mi fanno schifo :”Per comprare un cucciolo in buona salute, dovete esigere i certificati della displasia e delle tare oculari dei genitori.”Cosa non si fa per vendere la propria minestra !? E non esita a contraddirsi ! (16) Consigliando al nuovo proprietario del cucciolo perfetto che ha appena acquisito grazie all'associazione di precipitarsi dal veterinario per una visita di controllo !Questo è il credito accordato da certe associazioni agli allevatori che loro raccomandano, per scaricare la responsabilità completamente , le loro raccomandazioni sono fatte per iscritto !Anche quando ricevo mail di proprietari sfortunati che ( come loro dicono) erano sicuri perché avevano visto (preteso, voluto) che le anche dei genitori fossero A, e che si rivelano invece gravemente displasici, mi spiace di non poter essere utile, ma i cani che io non ho allevato non sono una mia responsabilità. L’avvenire di un cucciolo si decide fin dalla gravidanza e si conferma con la crescita. Dipende quindi dall’allevatore e dalla sua esperienza e dai suoi consigli. Se io mi sforzo, a titolo preventivo, di prendere tutte le precauzioni possibili per i miei cuccioli, che per esempio non commetterò l’errore di allevarli in batteria, e queste precauzioni si riveleranno veritiere, non ho la pretesa di fare miracoli né di giocare (jouer les extralucides ??) come usano fare i fanatici del bisturi. Quando il male è fatto, allora conviene rimettersi in questione. Fino a quando l’obiettivo dell’allevamento cinofilo sarà puramente lucrativo, non c’è altra scelta che aderire al sistema e lasciarsi manipolare, quitte ensuite à payer les pots cassés liberi di riparare i vasi rotti (???)Io ho scelto deliberatamente un’altra via, in effetti gli allevatori iscritti al LOF sono i soli responsabili dei cuccioli che allevano, da sempre nel nostro paese la libertà di allevare secondo le proprie convinzioni .Per quello che riguarda la lettura delle lastre della displasia, dove io mi aspettavo una semplice indicazione su come condurre il mio allevamento, ho solo constatato la loro poca affidabilità e onestà, di conseguenza ho smesso : la mia esperienza mi permette di rifiutare questo sistema. La grandezza di un destino si misura da quel che si rifiuta una volta ottenuto l’obiettivo(17)L’allevamento canino è un mondo con ogni sorta di combinazioni, trucchi, imbrogli…..E’ un pezzo di un processo contro un ex presidente di club di razza, il meno che io posso dire è che questa persona parlava con cognizione di causa. Bisogna anche sapere che, al di là che l’interpretazione di una lastra può variare da un lettore a un altro, che l’età del cane e le sue condizioni in cui è effettuato l’esame ( con o senza anestesia), e la competenza del veterinario che le fa, cono determinanti come la valutazione stessa delle lastre. Io preferisco di gran lunga le radiografie senza anestesia, anche se ad alcuni spiacerà, influisce sull’aspetto delle lastre, radiografie di anche che si ostinano a conservare dopo più di 50 anni, un protocollo --------------per un quadrupede. E’ vero che è molto più facile tirare le anche di un cane sotto anestesia, ed è molto più notevole anche a livello di compenso finale , anche se a volte il cane non si risveglia più, è senza dubbio un difetto dove l’allevatore è responsabile.
Se certamente non esiste attraversare la Francia da parte a parte, per fare delle radiografie ai loro cani da uno specialista che lo farà nel miglior modo possibile, e senza ricorrere all’anestesia, è molto più conveniente cercare di esporre i migliori certificati possibili, con l’unico scopo di cautelare le loro vendite di cuccioli. Ora, non posso giurare il miglioramento o il declino di una razza in funzione dei risultati ottenuti, che sono quelli che giustificano gli assiomi messi in opera. Voler pretendere di controllare la displasia dell’anca tra i Labrador, niente di più lodevole, e certamente penso in particolare all'ex-presidente Gilbert Rault, era animato soltanto di buone intenzioni ben distanti dalle questioni politiche che avvelenano un club di razza cui il numero di membri stabili è calato in modo drammatico ed al quale ho, da tempo volontariamente cessato di aderire, per finire per dimettermi perché la situazione sia chiara, vista che non ho né la cultura del pistone che imperversa a tutti i livelli della nostra società, né l'utilità di questo tipo di traffici. Non resta che esigere i certificati delle displasie rilasciati esclusivamente dai lettori nominati dai club di razza, per condizionare la vendita di cuccioli e di monte, la porta aperta a tutti gli abusi, quando si nota la differenza delle tariffe praticate a seconda se si è soci del club o no….è anche questo un semplice modo di reclutamento soci. Tra il 1986 e il 1990, il numero di Labrador nati, passa da 3399 a 6011, e il Labrador prende il secondo posto dietro al pastore tedesco, per il numero di cuccioli registrati in Francia. Questo boom di Labrador ha sortito un elevato numero di allevatori nuovi, che naturalmente si sono orientati verso il club di razza, sia per la scelta di un cane destinato all’allevamento che per la scelta di uno stallone. Il club di razza scopre la displasia coxo femorale nel 1985. Quando la grancassa ribatteva contro quelli che rifiutavano di aderire a un sistema di controllo delle anche discutibile, è davvero sorprendente scoprire che, anni più tardi, non ci fossero le radiografie delle anche dello stallone più usato di tutta la Francia in tutti i tempi ( calcoliamo 400 monte a 5000 ex franchi francesi l’una, nota bene !!), cosa che è stata resa possibile solo con l’avvallo del club di razza, che compila la totalità dei pedigree francesi, e che non ha mai interpellato le letture del club di razza. Nessuna valutazione ufficiale della displasia dello stallone più usato di tutti i tempi in Francia !!Semplice questione di principio certamente senza conseguenze a livello di displasia. Ciò di cui dovrebbero vergognarsi è che questo cane ha trasmesso dei caratteri atipici, l’atrofia della retina e l’epilessia, una pessima qualità di pelo, e anche ed anche gli occhi famosi in "losanga", sinonimi d'insufficienza delle palpebre, così valutati dalle istanze decisionali dell'epoca Come tutti gli allevatori, per i cani che allevo io, vorrei che fossero tutti perfetti a tutti i livelli, ma una vita non vi basterebbe, ma una vita può portare alla costruzione diversa cosa che l'equazione matematica: Padre indenne da displasia x madre indenne da displasia = cliente rassicurato. Preferisco spiegare chiaramente i rischi e le precauzioni da prendere, e attenersi all'impiego, che vuole che di fronte ad un problema inesplicabile, qualunque sia, che o no sia previsto nell'elenco dei difetti redibitori , chi rende il cucciolo non destinato ad essere usato come il loro proprietario era tanto ansioso di poter fare, il cucciolo sarà restituito e rimborsato totalmente, oppure solo a metà, se il proprietario lo desidera tenere lo stesso. Ho così potuto constatare che è rarissimo che una displasia bilaterale grave si dichiari se i miei consigli sono stati seguiti. C'è sempre una spiegazione ad una displasia grave, che sia alimentare o meccanica. Considero da parte mia che allevare impegna completamente la responsabilità di quello che si fa, per tutto ciò che è controllabile, e se, nella genealogia di un cane, la displasia non è la mia preoccupazione principale perché non è controllabile geneticamente, è che a 60 anni, con 30 anni d'allevamento dietro me, e 40 anni d'esperienza con il Labrador, che ho voluto allevare perché mi piacciono., ho già concluso il mio cammino. I portatori i di caratteri atipici, d'epilessia, d'atrofia progressiva della retina o altre tare veramente ereditarie sono differentemente importanti da sapere gestire in una pianificazione d'allevamento. Se credo alle statistiche del OFA, in 20 anni di selezione sulle radiografie , riguardanti i Labrador nati tra il 1980 e 2000, tenuto conto che, al cane, si può passare da una generazione all'altra ogni due anni, il Labrador è passato dal 10,6% a 20,6% di anche perfette, contro il 14,2% al 10,6% di displasia grave. È in questo periodo che è stata messa in evidenza l'importanza dei fattori ambientali per l'emergenza della displasia coxo-femorale. Agli ostinati dell'estirpazione genetica di provare che questi risultati trascurabili che restano molto aleatori nella misura in cui non è mai la totalità dei cani che è stata esaminata, non sono semplicemente dovuti ad un inizio di cambiamento di mentalità presso gli allevatori che hanno misurato l'importanza dell'alimentazione e delle altre condizioni d'allevamento per le razze rischio. Come si può sostenere che la displasia non può essere iniziata da fattori d'allevamento mentre è precisamente ciò che è stato messo in evidenza da Kealy e coll.de l'università di Pennsylvannia, nel 1992, che hanno constatato che "su due gruppi di cuccioli di portate derivate da genitori molto attenti, nel primo gruppo, nutriti in un certo modo, 7 cuccioli su 24 sono displasici , nel secondo nutriti differentemente 16 cuccioli su 24 sono displasici..." Fonte: La displasia dell'anca al cane, pubblicato nel 1996 dal professore Michel Franck. Si sa oggi che i polli allevati in batterie che si uccidono a sei settimane non si tengono più sulle loro gambe a quel età, allora sono displasici i polli i? e perché? Fin dal 1976, il dott. Belfield pubblicava già le sue osservazioni sulla displasia delle anche e rilevava due questioni che non avevano risposte allora come nel 2004, non
- 1. Quale è l'azione di o dei geni, come generano una displasia coxo-femorale? –
- 2. Come il veterinario esperto può differenziare un sublussazione dovuta ad un trauma di quella dovuta ad una displasia?
Per il dott. Belfield che ha messo in evidenza che la composizione del collagene è diversa nelle razze predisposte alla displasia di quella delle razze indenni all'epoca, come è anormale nei bambini displasici (sempre delle due anche), una displasia coxo-femorale nel cane può essere soltanto bilaterale, considera quindi che una displasia unilaterale può essere soltanto di natura accidentale. Di fronte a ciò che chiama "la teoria antiquata dell'eredità della displasia coxo-fémorale" sulla quale si perpetuano gli esperti, ora da 52 anni negli USA nonostante risultati poco importanti, sostiene la tesi secondo la quale la displasia sarebbe direttamente dipendente da una buona sintesi del l collagene. Una cattiva sintesi del collagene influisce:

- sullo sviluppo e la formazione delle ossa
- sullo sviluppo e la formazione della cartilagine
- sullo sviluppo e la formazione dei muscoli

questi tre processi fisiologici dipendono da una buona sintesi del collagene che dipende di un'alimentazione adeguata. Il professore Franck deplora che i lavori del dott. Belfield siano restati isolati, nello stesso modo , il lavoro di Klaus Dieter Kammerer l'errore del millennio della medicina veterinaria è stato vietato in Germania.

Offline eleonorarusso

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Re: Riflessioni sulla displasia
« Risposta #1 il: 06 Aprile 2011, 14:15:48 »
Grazie Gin per questa fantastica lettura nella quale mi ci ritrovo.
tante grazie ancora
ciao
Eleonora
« Ultima modifica: 06 Aprile 2011, 22:26:30 da kaffa »

Online Francesca*

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Re: Riflessioni sulla displasia
« Risposta #2 il: 06 Aprile 2011, 14:32:23 »
Sicuramente è una lettura interessante..
Cmq non avendo (nessuno di noi) conoscienze avanzate nella medicina veterinaria, non vedo come si faccia a dimostrare dove stia la verità

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Re: Riflessioni sulla displasia
« Risposta #3 il: 06 Aprile 2011, 14:34:20 »
Io concordo con Francesca

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Re: Riflessioni sulla displasia
« Risposta #4 il: 06 Aprile 2011, 15:01:01 »
Quoto anch'io Francesca e attendo di leggere chi ha più nozioni di me, ma basandomi su quello che vedo
dico che se alle preventive le teste femorali sono lontane dall'incavo non sono di sicuro tranquilla e agisco in modo
da migliorare la situazione, se poi all'anno o alla avvenuto sviluppo osseo del cane, la lastra definitiva mi propone lo stesso disastro
Non ci sono molte soluzioni...l'intervento oppure lascio così e quando il cane avrà problemi vedremo....tenete presente che
mandare sotto i ferri un cane di 5 o 6 o 8 anni è ben diverso dal farlo a uno...
Aggiungo anche che ci sono veterinari truffatori....ci sono in tutte le attività ci saranno anche li...
però ci sono altrettanti professionisti, e concludo che di solito il veterinario dell'Allevamento difficilmente si brucia un "cliente" (riferito all'Allevatore)
per 2.000,00 euro.....
A volte è preferibile attenersi ai fatti che a troppe filosofie che fanno solo perdere tempo e confondono chi come noi non è "del ramo".
 :)

Offline gaetanocallista

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Re: Riflessioni sulla displasia
« Risposta #5 il: 06 Aprile 2011, 15:16:39 »
Intanto bisognerebbe riflettere sulle radiografie a 6 mesi che a detta della francese non servono a molto!

Offline wendy

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Re: Riflessioni sulla displasia
« Risposta #6 il: 06 Aprile 2011, 15:21:41 »
Si infatti.....
se il mio cane quando anno fatto le preventive a sei mesi fosse stata aiutata e non lasciata in un allevamento....
oggi sarebbe ancora con me.....
meglio mettere la testa sotto la sabbia.....

stabilito che fare le preventive NON FA MALE AL CANE
stabilito che con l'esito nessuno ci punta una pistola per farli operare
stabilito che proprio perchè il cane è in crescita possiamo correggere stili di vita ed alimentazione che danneggerebbero il cane

PERCHE' NO?????

QUANTI PENSANO CHE LA PET A SCOPO PREVENTIVO POSSA ESSERE UNO SBAGLIO????????????

NON LO E' !!! SAREBBERO SOLO MOLTI SOLDI A CARICO DEL SSN, ANCHE SE SALVEREBBERO TANTE VITE...

e s'inventano che sono raggi dannosi....ma dai!!!!

Offline Manuela_Baloo

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Re: Riflessioni sulla displasia
« Risposta #7 il: 06 Aprile 2011, 15:26:41 »
purtroppo sono in ufficio dunque dunque al momento ho letto solo metà dell'articolo, in ogni caso me lo stamperò e commenterò il tutto dopo..
ma.. sinceramente dopo la lettura della prima parte mi viene da dire un paio di cose (oltre al fatto che comunque quoto Francesca e Enrica)...
la prima è che sinceramente l'articolo mi sembra un pò di parte..
la seconda è che siamo tutti d'accordo che ci possono essere veterinari che per far soldi direbbero di tutto ma IO quando scelgo il veterinario a cui appoggiarmi ne scelgo uno di fiducia!
come quando scelgo un medico per me!
se uno va da veterinari incompetenti è colpa del padrone che non ha scelto bene...
la terza cosa...
frasi come "Il cane imparerà da solo a convivere con il suo problema, compensando come la natura vuole che sia"
"se si lasciasse fare alla natura, essa stessa provvederebbe nella maggior parte dei casi, a far vivere il cane in modo normale, con il solo aiuto di qualche antidolorifico"
.................. io non ho parole......................

Chiedo già scusa se i toni miei sono un pò caldi, ma veramente questo argomento è una cosa che ho vissuto e mi tocca tanto e non riesco ad essere tranquilla quando leggo cose che ritengo proprio assurde..
scusatemi in anticipo!



Offline Manuela_Baloo

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Re: Riflessioni sulla displasia
« Risposta #8 il: 06 Aprile 2011, 15:29:01 »
Si infatti.....
se il mio cane quando anno fatto le preventive a sei mesi fosse stata aiutata e non lasciata in un allevamento....
oggi sarebbe ancora con me.....
meglio mettere la testa sotto la sabbia.....

stabilito che fare le preventive NON FA MALE AL CANE
stabilito che con l'esito nessuno ci punta una pistola per farli operare
stabilito che proprio perchè il cane è in crescita possiamo correggere stili di vita ed alimentazione che danneggerebbero il cane

PERCHE' NO?????

QUANTI PENSANO CHE LA PET A SCOPO PREVENTIVO POSSA ESSERE UNO SBAGLIO????????????

NON LO E' !!! SAREBBERO SOLO MOLTI SOLDI A CARICO DEL SSN, ANCHE SE SALVEREBBERO TANTE VITE...

e s'inventano che sono raggi dannosi....ma dai!!!!

straquoto!!!!  ;)

Offline gaetanocallista

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Re: Riflessioni sulla displasia
« Risposta #9 il: 06 Aprile 2011, 15:41:11 »
Intendiamoci, la mia non era una presa di posizione pro o contro, voleva solo stimolare la conversazione visto il tono deciso con la quale l'allevatrice negava l'utilità delle preventive!

Online Francesca*

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Re: Riflessioni sulla displasia
« Risposta #10 il: 06 Aprile 2011, 16:09:57 »
Intendiamoci, la mia non era una presa di posizione pro o contro, voleva solo stimolare la conversazione visto il tono deciso con la quale l'allevatrice negava l'utilità delle preventive!

Appunto... lo dice lei, ma come si fa a sapere se è vero  ;D onestamente io non sono in grado.

Offline wendy

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Re: Riflessioni sulla displasia
« Risposta #11 il: 06 Aprile 2011, 16:13:34 »
Intendiamoci, la mia non era una presa di posizione pro o contro, voleva solo stimolare la conversazione visto il tono deciso con la quale l'allevatrice negava l'utilità delle preventive!

si si avevo capito ehhehhe non ce l'avevo con nessuno intendevo solo sottolineare il mio pensiero  :)

Offline orsidanna

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Re: Riflessioni sulla displasia
« Risposta #12 il: 06 Aprile 2011, 17:21:21 »
Io concordo con Francesca

io finirò di leggerlo appena prima del 20/12/2012...

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Offline Vicky2010 (aggiornare e-mail)

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Re: Riflessioni sulla displasia
« Risposta #13 il: 06 Aprile 2011, 19:04:45 »
Grazie molte, molto molto interessante

Offline Belver

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Re: Riflessioni sulla displasia
« Risposta #14 il: 07 Aprile 2011, 00:36:55 »
se fare le preventive non serve allora non serve nemmeno fare il pap test, la mammografia, gli esami del sangue...tanto all fine si muore tutti, no?